da mykol » mer 27 ott 2010, 23:29
molti anni addietro (una quindicina o forse più) fui invitato, una domenica di fine novembre, assieme ad Ernesto Rebaudengo ed a Massimo Candusso oltre ad una quindicina di altre persone, ad una giornata dedicata all'arte umana ed all'arte della natuira presso il laboratorio di restauro Nicola di Aramengo (AT) in cui si restaurano capolavori di scultura e di pittura (pure la barca - una autentica meraviglia ornata di moltissime statuette laminate in oro zecchino - che il Re Vittorio Emanuele II usava per le sue "passeggiate" sul Po) tra cui pure alcuni sarcofaghi - con annessa mummia - provenienti dal Museo Egizio di Torino e moltissimi quadri e dipinti provenienti dai più celebri musei del mondo.
Beh, al mattino arte (visita al laboratorio con le sue meraviglie - solo la "dispensa" dei colori occupava tutta una parete con migliaia di cassettini, ognuno con una sostanza colorante - terre, ecc...), verso mezzogiorno uscita a tartufi nella tenuta del Sig. Nicola alla ricerca dei Tuber di cui era accanito coltivatore e cercatore.
L'unico che si trovò fu una buona quantità di T. macrosporum con esemplari assai grossii per la specie.
Verso le 16 sosta per una merenda "sinoira" 'presso un ristorante della zona dove i macrosporum ebbero modo di convincere tutti (anche i più scettici) delle loro eccellenti qualità organolettiche.