da carlo » mar 7 ott 2008, 19:10
Lactarius mediterraneensis Llistosella & Bellù - 1996 Mycotaxon, LVII, 175-186
Raccolta odierna in lecceta.
Caratteristiche salienti:
cappello densamente scrobicolato;
gambo liscio quasi sempre privo di scrobicoli negli esemplari adulti;
lattice da bianco a giallo in un minuto;
spore interamente reticolate.
Sistematicamente L.mediterraneensis è collocato nella Sezione Zonarii (Quélet) Kuhner & Romagnesi, Sottosezione Croceini Hesler & Smith 1979 per via del lattice giallo, quindi insieme a L. chrysorrheus molto diverso…Il nostro mostra confondibilità in special modo con L.acerrimus e L.zonarius.
Inoltre è nota la raccolta in archivio Lanzoni lasciato in sospeso come Lactarius cf. intermedius (forse per la mancanza di pubescenza) poi studiato da MTB come appunto L. mediterraneensis.
La foto in MTB è proprio quella del Lanzoni.
Ulteriori osservazioni: la cuticola è particolarmente viscosa. Specialmente con tempo umido si nota addirittura presenza di sostanza densamente viscosa più concentrata nel centro del cappello.
A riprova, accade che ripulendo i funghi dai detriti ci si accorge che in mezzo al cappello l’operazione è particolarmente difficoltosa.
L’odierna raccolta mostra (ma ho esaminato un solo esemplare) una buona concentrazione di basidi bisporici. Nelle note di MTB si evidenzia che in una raccolta sicula i basidi erano totalmente bisporici.
Raccogliendo l’invito del ’96 di Francesco Bellù, cito quanto fu pubblicato in RdM: “Sia io che Llistosella abbiamo rinunciato ai nostri provvisori nomi d’erbario, il mio zonariolutescens, il suo pileoscrobiculatus: essi non hanno ovviamente ora nessun valore tassonomico, ma, a mio avviso, sarà utile ricordarli perché da soli indicano gran parte delle caratteristiche morfologiche differenziali del lattario in questione”.