Helvella pocillum, se non ci sbagliamo... troppo, sarebbe l'adattamento artico-alpino della specie subalpina
Helvella aestivalis. Il condizionale è d'obbligo, perchè la descrizione originale da parte del finlandese Harri Harmaja è basata su materiale d'erbario, quindi i toni porpora-rossastri, così caratteristici e tanto rari nel genere
Helvella, sarebbero passati inosservati.
Le nostre raccolte di ascomi riconducibili a questa specie sono avvenuti in poche stazioni, concentrate in 3 località: presso il lago del Moncenisio (Francia), in alta Val Formazza (Alpe Bettelmatt), e sul Monte Rosa (Alpe Pianalunga, alle pendici della parete quasi verticale del Torru).
Tutte le stazioni conosciute sono tipicamente in presenza di Dryas octopetala su terreno molto fortemente calcareo.
Alcuni autori nordici tendono a sinonimizzare Helvella pocillum con Helvella aestivalis; le differenza indicate da Harmaja sono forse sottili, ma finora molto costanti e non ci è mai capitato di trovare H. pocillum nelle abetaie nè H. aestivalis tipica in zona alpina.
In seno al genere Helvella, H. pocillum è stata sistemata nella sezione
Leucomelaenae, per la piccola taglia e le spore molto grandi. A mio avviso personale (penso che mykol sia d'accordo) questa sistematica è errata, e ritengo che H. pocillum con H. aestivalis possa tranquillamente inserirsi nella sezione
Sylvicolae in terzetto con Helvella (Wynnella) silvicola.
Lascio che mykol posti la microscopia.
Volo in vacanza (in luogo arido purtroppo), ci leggiamo fra una settimana.
Ciao a tutti!
