da Stinkhorn » sab 26 giu 2010, 21:31
Plectania mediterranea Carbone M., Agnello C. & Baglivo A.
MycoBank 515062
Descrizione macroscopica
Ascoma: a forma di profonda coppa subgloboso-ovoidale, da 0,8 sino a 1,8 cm di profondità, 0,5-4,2 (6) cm di diametro, 2,3-5,0 cm di altezza, vistosamente stipitato, semichiuso da giovane, a maturità ancora profondamente cupolato iniziando la senescenza a partire dal margine libero. Quest’ultimo sempre crenulato anche in esemplari maturi, spesso lievemente involuto, quest’ultima caratteristica più evidente nei primordi che di conseguenza assumono l’aspetto di una coppa a sommità schiacciata.
Imenio: a lungo color rosso cardinalizio scuro, rosso mattone, con sfumature ramate, solo in esemplari maturi fino a bruno nerastro, sebbene spesso apparentemente più chiaro per la presenza di un’evidente pruinosità biancastra.
Superficie esterna: finemente vellutata, di colore rosso mattone scuro, poi di un bruno nerastro abbastanza uniforme per la presenza di piccole aree più scure progressivamente confluenti con l’avanzare dell’età, all’attaccatura dello stipite con grinze e pieghe confluenti nello stipite stesso, generalmente poco accentuate, evocanti la carta stropicciata, o con pieghe profonde estese sino al terzo medio superiore della coppa.
Stipite: lungo da ½ a 1½ volte l’altezza della coppa, 1,5-3,2 × 0,5-1,2 cm, continuo alla coppa, con terminale sotto forma di una cauda equina di feltro miceliale nero che ingloba detriti vegetali e terra, attaccandosi al substrato.
Carne: in sezione, nella parte superiorie, macroscopicamente distinta in due strati al di sotto di quello imeniale color rosso mattone chiaro, l’interno, più spesso, di aspetto e consistenza gelatinosa, grigiastro più o meno ocraceo, l’esterno bruno scuro, sottile e coriaceo, spesso 0,5-1 mm. Lo spessore della carne varia da 2,5 a 4,5 mm. Nello stipite lo strato gelatinoso arriva sino ad 1 cm di spessore. Odore e sapore nulli.
Descrizione microscopica
Spore: ellissoidali con profilo regolare, solo in alcuni casi leggermente inequilaterali, (26-) 31-34 (-45) × (10,5-) 11,5-13,5 (-16) µm [Q = (2,2-) 2,4-2,8 (-3); Qm = 2,5-2,7], lisce con 2-5 guttule più evidenti e molte più piccole; parete spessa 1 (1,5) µm; specialmente su un lato del profilo sporale è spesso visibile una sorta di capsula di matrice gelatinosa (foto microscopia d2, d3).
Aschi: 500-600 (-655) × 13-16 (-17) µm, con pareti spesse 0,8-1,2 µm, cilindracei, opercolati, inamiloidi, ottosporici, con base rastremata e flessuosa, aporinchi.
Parafisi: lunghe quanto gli aschi o poco più lunghe, 2-3 µm di diametro, di colore marrone chiaro in massa, cilindriche, settate, ramificate in basso e molto spesso anche nella parte alta, talora anastomizzate, con segmenti apicali da dritti a curvi, flessuosi, lobato-diverticolati contenenti minuscoli granuli di pigmento giallastro (giallo-verde in Melzer).
Peli imeniali: lunghi quanto le parafisi, 3-4 µm di diamentro, cilindrici, con apice ottuso, con un singolo setto presente solo in prossimità della base. (foto microscpia c, a destra)
Subimenio: 150 µm di spessore, nell’insieme marrone, formato da una densa textura intricata di ife cilindriche, larghe 5-7 µm e lunghe fino a 25 µm, ristrette ai setti, frammiste ad ife più strette e, cilindriche e regolari.
Excipulum medullare: circa 1250 µm di spessore, a textura intricata, gelificata (foto microscopia a) costituita da ife strette, settate e forcate, larghe 4-7 µm, fitte nel tratto superiore, più diradate nel tratto mediano, di nuovo fitte nel tratto inferiore, più larghe (6-12 µm) e orientate più o meno perpendicolarmente a formare una textura subprismatica.
Excipulum ectale: 300 µm di spessore, a textura angularis con cellule 7-12 × 10-16 µm, fortemente pigmentate per incrostazioni cristalline brune. Peli provenienti dal tratto mediano, differenziati in due tipi, anche se talvolta con caratteristiche intermedie: 1) peli ifoidi, a pareti non particolarmente spesse, circa 3 µm di diametro, perlopiù subialini-ialini con aspetto quasi “spinoso” in quanto fortemente incrostati da cristalli ambra di varie dimensioni; 2) peli concentrati in corrispondenza delle placche scure esterne del ricettacolo, dal diametro di 5-8 µm, con pareti spesse fino a 1 µm, con un pigmento intraparietale bruno scuro-nerastro che conferisce loro un colore uniforme, e con pigmento incrostante.
Margine: la crenatura è composta da peli di 7-8 µm di diametro, appena ristretti ai setti, da ialini a leggermente ambrati per pigmento intraparietale, ricoperti da un abbondante pigmento incrostante ambrato in placche o cristalli abbastanza grandi.
Tomento basale: formato da peli bruni, con lunghezza variabile, ma mediamente 5-6 mm, e larghezza 6-10 µm; pareti sottili 0,5-0,7 µm di diametro e setti di pari spessore.
Ecologia
Areale conosciuto: Lazio, Puglia e Sardegna. Le raccolte pugliesi sono state effettuate in bosco di Quercus ilex L., Quercus suber L., Quercus macrolepis Kotschy e Quercus pubescens Willd. Lo strato arbustivo ed il sottobosco composti da classiche piante della macchia mediterranea e principalmente da Phyllirea angustifolia L., Pistacia lentiscus L., Myrtus communis L., Ruscus aculeatus L., Arum italicum Miller. La raccolta sarda proviene da un bosco tipicamente mediterraneo composto prevalentemente da Quercus ilex.
Per quanto riguarda la Puglia, nelle giornate delle raccolte le temperature minime oscillavano tra 15° e 18° C; le massime dai 24° fino a sfiorare i 30° C. Il bosco si presentava mediamente umido tenendo presente che l’intero periodo inverno 2008 - primavera 2009, è stato caratterizzato da precipitazioni veramente eccezionali per l’intera penisola ed anche per il Salento. L’esposizione nei punti di raccolta era mediamente assolata. La maggior parte degli esemplari sono stati raccolti su piccoli ceppi di Quercus ilex L., solo due esemplari su rametti spezzati in immediata vicinanza di colonie di Plectania rhytidia. Per queste raccolte abbiamo potuto identificare due distinti punti di crescita dove sono stati reperiti complessivamente 10, 4 e 3 esemplari. Questi punti distavano fra di loro dai 20 ai 30 metri. Gli esemplari costituivano piccoli nuclei ravvicinati.
Nota: rispetto all'articolo originale abbiamo appreso che è stata trovata anche in Toscana e in Corsica.
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